In Pennsylvania il 2 Febbraio è il Groundhog Day ….

… ovvero Il Giorno della Marmotta, giorno che si inserisce nelle tradizioni popolari agresti che cercavano, attraverso nell’osservazione della Natura di prevedere la durata e la fine dell’inverno. Se in Italia in questo giorno della Candelora si osserva il Tempo meteorologico, in Pennsylvania è il comportamento della marmotta all’uscita dalla Tana a raccontare agli astanti la fine od il prolungarsi dell’inverno.

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I tre giorni della Merla

Sono questi (dal 29 al 31 gennaio) i “giorni della Merla” … le storie riferite a questi giorni sono molte e regionali, ma pochissime hanno per protagoniste esseri umani … come quella che vi stiamo per raccontare:

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Il solstizio d’inverno e le relative feste pagane.

Solstitium è la parola latina che indica in astronomia il momento in cui il Sole nel corso del suo moto apparente lungo l’eclittica (= il cerchio massimo creato dall’intersezione della sfera celeste con il piano geometrico dell’orbita terrestre) raggiunge il punto di massima distanza dalla Linea dell’Equatore, dovuto all’inclinazione dell’Asse di Rotazione Terrestre (quella linea immaginaria che congiunge i due poli terrestri e attorno alla quale la Terra compie il suo moto di rotazione). Quindi due volte all’anno il Sole è perpendicolare al mezzogiorno locale del Tropico del Cancro per il solstizio di giugno, a quello del Tropico Capricorno per quello di dicembre.

Quando si parla di solstizio d’inverno si intende il momento in cui il sole raggiunge la massima distanza angolare rispetto al piano dell’equatore terrestre, influenzando il numero di ore di luce, minori nel solstizio invernale (il girono più corto) e maggiori in quello estivo il giorno più lungo.

Nei culti pagani antichi e moderni questo è un giorno di celebrazione e festa …


La parola Yule si crede derivi dalla parola scandinava o anglosassone Iul, o dal norvegese jul che significa ruota.
Nei paesi scandinavi, alberi sempreverdi (simbolo della persistenza della vita anche attraverso il freddo e l’oscuro dell’inverno) venivano portati nelle case e decorati con campanelle, candele, nastrini dai colori brillanti (per attrarre gli spiriti), pane, frutta e noci (cibo per gli spiriti) Canti di gruppo guidavano gli spiriti al rifugio nelle case e i ceppi venivano accesi per dare calore. Celebrazioni erano tenute in onore degli spiriti dei boschi, durante le quali si offrivano agli alberi birra e pane.

I Celti decoravano in questo giorno la casa all’interno ed all’esterno con agrifoglio (un ramoscello di agrifoglio era tenuto vicino alla porta per tutto l’anno per simboleggiare l’invito perpetuo rivolto alla buona sorte), vischio, edera per invitare gli Spirito della natura ad unirsi alla celebrazione. Il ceppo di un albero di frassino (ritenuto sacro perchè credevano sorgesse al centro del mondo come sostegno) non comprato ma raccolto nel terreno del padrone o ricevuto in dono, veniva sistemato nel camino e decorato con aghi di pino e pigne, fronde ed erbe, bagnato con cedro o birra, cosparso di farina prima di essere acceso con un pezzo del ceppo dell’anno precedente (che aveva protetto la casa per tutto l’anno), conservato a questo scopo: il ceppo bruciava per tutta la notte per simboleggiare il ritorno del Sole e poi rimaneva sotto al cenere per 12 giorni dopo essere stato spento durante una cerimonia rituale. I bambini andavano di casa in casa recando in dono mele e arance (simbolo del sole) aromatizzate con chiodi di garofano, dentro cesti di fronde di sempreverdi (simbolo di immortalità) e spighe di grano (simbolo del raccolto) spolverate di farina (simbolo del trionfo della luce e della vita).

I Romani festeggiavano i Saturnali in onore del Dio Saturno, da metà dicembre ai primi di Gennaio. Erano soliti decorare le case con ghirlande di alloro, e sempreverdi sui cui rami venivano accese candele, si facevano veri e propri banchetti, e si andava a trovare amici e parenti scambiandosi regali di buona fortuna chiamati Strenae. 


Il neo-paganesimo celebra in questa giornata la nascita del Dio Sole. Nel respiro sospeso della natura il Sole è invocato dal grembo della Grande Madre, che ha dato vita a tutte le cose, accendendo per tutta la notte fiaccole e candele. Si attende … che la Donna giri la Ruota ancora una volta e partorisca il Sole Bambino riportando calore e fertilità ai cuori dell’umanità. L’antico ceppo è stato sostituito nella celebrazione con un ramo di albero sempreverde sulla quale sono poste tre candele una rossa o nera (la Dea), una verde oro nera (il Dio Sole ) e una bianca (stagionale ), decorato con edera, vischio, boccioli di rosa, chiodi di garofano, e farina. Durante il Solstizio Invernale, nell’oscura e silenziosa profondità dell’essere, ci si connette con la scintilla del nuovo Sole e si rinasce dalle tenebre invernali dell’anima, rigenerati. Le paure, i dubbi, le idee logore e i progetti finiti, tutto ciò che nella vita tiene lontani da nuovi inizi e che portano ad una nuova crescita, sono lasciati andare nel passato per consentire il cammino verso la luce.

Post di Debora.

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Fonti:
S. Ravenwolf, Il Calderone Magico, Cesena, MacroEdizioni, 2003.
P.Currott, L’Arte della Magia, Venezia, Sonzogno Edizioni, 2004.
Starhawk, La Danza a Spirale, Cesena, MacroEdizioni, 2002.
Ann Moura, Stregoneria Verde, Bologna, Elfi Edizioni, 2002.
S.Cunningham, Wicca, Milano, Armenia Edizioni, 2001.

9 novembre e i nodi della storia

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Esistono date che paiono essere appuntamenti con il destino, bivi cosmici dove azioni e scelte anche individuali si riflettono sul destino universale nel bene e nel male.
Uno di questi appuntamenti pare essere il 9 novembre …

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12 ottobre 1492: ha inizio il genocidio dei popoli amerindi

Partiti alle sei del mattino del 3 agosto 1492 da Palos de la Frontera in Andalusia, dopo una pausa forzata di un mese a La Gomera (Isole Canarie) per riparare il timone della Pinta (una delle tre famose caravelle: la Nina, la Pinta e la Santamaria) che si era rotto pochi giorni dopo la partenza, dopo aver percorso aver percorso 3.652 miglia ed aver sedato un ammutinamento, la notte dell’11 ottobre 1492 Cristoforo Colombo (1451-1506) si disse convinto di avere intravisto in lontananza una luce «como una candelilla que se levava y se adelantaba».
Rodrigo de Triana (1469-1535), marinaio andaluso figlio di un ricco borghese (hidalgo) dedito al commercio, convertitosi dall’Islàm al Cristianesimo per poter partecipare alla missione a bordo della Pinta, alle due di notte del venerdì 12 ottobre 1492 avvistò finalmente “Terra!” (ma non ricevette mai la ricompensa promessa da Colombo a chi avesse avvistato per primo terra: una rendita di 10.000 maravedis annui). La mattina del 12 ottobre gli equipaggi riuscirono a sbarcare su un’isola chiamata Guanahani, che Colombo battezzò Isola di San Salvador in omaggio a Cristo Salvatore.  Gli abitanti dell’isola …

Colombo Sbarco a Guanahani, 1492', olio di John Vanderlyn (1775-1852, United States)

Colombo Sbarco a Guanahani, 1492′, olio di John Vanderlyn (1775-1852, United States)

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Lhakar Karpo il Mercoledì Bianco della Resistenza Tibetana

Lhakar Karpo, traducibile in “Mercoledì Bianco” o “Pura Dedizione” è il nome del movimento della resistenza popolare tibetana contro l’occupazione cinese e sinizzazione del Paese, creato nel 2008 dopo l’insurrezione nazionale contro il dominio cinese.
Il mercoledì non è un giorno scelto a caso: è un giorno considerato di buon auspicio per il Dalai Lama ed era prassi comune per i tibetani, prima della repressione indiscriminata operata dalla Cina nel 2008, recarsi ogni settimana in questo giorno al tempio del Jokhang per accendere lampade al burro, bruciare incenso e pregare in segreto per la lunga vita del Dalai Lama.

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Napoli, Duomo, ore 10:38: si rinnova il Miracolo di San Gennaro

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Notte di San Lorenzo ….

Bologna non dimentica …

2 agosto 1980

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1 agosto per i neo-pagani è LUGHNASADH o LAMMAS: la festa dei pani!

AUGUST EVE – VIGILIA DI AGOSTO – FESTA DEL PANE
CASA DEL RACCOLTO – LAMMAS – FESTA DELLE NOZZE – PRIMA FESTA DEL RACCOLTO –
LUNASA (nome gaelico)

Un tempo la festa di Lughnasadh cadeva a metà estate e segnava l’inizio del raccolto.
I celti chiamavano questo giorno Lughnasadh (ma era conosciuta anche come Lughnasa), era un giorno di festa in onore del dio Lugh, il dio Sole per i celti. In questo giorno si radunavano tutte le tribù per festeggiare, i druidi giudicavano le controversie ed i giovani si sfidavano in gare di abilità.
4e132969d9cafb444c45254e3f2088cfIn Irlanda il dio Lugh era venerato quale divinità guerriera, eppur anche poeta ed artigiano. Ogni anno il 1°Agosto il dio Lugh celebrava il suo sposalizio con la dea Terra, in quello stesso giorno si commemorava la morte della madre del dio, la dea Tailtiu or Tailltiu. Secondo quanto scritto nel Lebor Gabála Érenn (raccolta di racconti e poesie sulla storia dell’Irlanda fin dall’inizio del mondo) la dea Tailtiu era la sposa di Eochaid il primo re d’Irlanda ad istituire un sistema di giustizia. Durante il suo Regno non piovve mai, la rugiada dissetava terra e piante ed ogni anno si ripeteva la benedizione di un abbondante raccolto. Il Re trovò la morte per mano della Morrigan nel corso dell’invasione dei Tuatha Dé Danann (le tribù degli dèi) dei semi-dio secondo la mitologia irlandese che invasero l’Irlanda seminando terrore e morte. La dea Tailtiu sopravvisse all’invasione. A Lei, Cian, re dei Tuatha Dé Danann, diede in affidamento il figlio Lugh. Quando Tailtiu muore sfinita dopo aver creato la pianura Breg (le odierne contee di Meath e Dublino) proprio il 1° Agosto, il dio Lugh per onorarla istituisce per questo giorno l’Áenach Tailtean, una festa in onore della madre nel corso della quale dovevano essere disputati i Giochi Tailtei, giochi funebri dall’osservanza dei quali dipendeva la prosperità del Regno e per questo organizzati dal Re in persona.

Con il diffondersi del cristianesimo le origini celtiche della festa sono dimenticate e le antiche mitologie sostituite con i nuovi miti cristiani: si celebra così in questo giorno la liberazione di San Pietro in Vincoli dal carcere per opera di un Angelo (puoi leggere il racconto nella Bibbia, Nuovo Testamento, Libro degli Atti degli Apostoli 12,1-19  -> a questo link) . In occasioe della festa e visto che i contadini in questo tempo hanno terminato di mietere il grano ecco portare i primi pani fatti col nuovo grano in offerta sull’Altare della Chiesa per ricevere la benedizione di un anno prospero nei raccolti a venire. Il grano era stato tutto mietuto ma un covone, l’ultimo rimaneva nel campo, si riteneva che portasse sfortuna. Perciò i contadini vi lanciavano contro le falci così che non si potesse sapere quale falce aveva ucciso il dio del grano, e con i resti del covone si faceva una bambola di grano, che decorata con nastri scarlatti appendevano sopra il focolare per tutto l’inverno per poi essere bruciata a Imbolgc. Questa festa era conosciuta come Gule of August o Lammas, la Festa dei Pani

Nella Wicca la festa di Lammas è una celebrazione che dura l’intero giorno, è una Festa di di incontri giochi e chiacchere. Nella spensieratezza di questa festa i wiccans esaminano i frutti del proprio lavoro, valutano il proprio raccolto. Ringraziano la Grande Madre per le benedizioni ricevuto ed il Dio che da seme è sbocciato in una nuova vita, spiga che si è trasformata in grano, che accetta di morire per divenire farina e pane per sfamarci.
Nella visione sincretistica della Wicca si pongono sull’Altare dei pani alcune volte hanno la forma di covone di grano, o di treccia forma che ricorda quella del covone. I pani sono adornati con nastri colorati.

Post e Foto di Debora,
http://uttarakanda.blogspot.com

Fonti:
Cunningham S., Wicca, Milano, Armenia Edizioni, 2001.
Currott P, L’Arte della Magia, Venezia, Sonzogno Edizioni, 2004.
Percivaldi E., I Celti una civiltà europea,  Firenze, Giunti Edizioni, 2003.
Ravenwolf S. Il Calderone Magico, Cesena, MacroEdizioni, 2003.
Starhawk, La Danza a Spirale, Cesena, MacroEdizioni, 2002.

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