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Benvenuti a La Bottega All’Angolo: un luogo di chiacchere prodotti e vita vera.

La Bottega all’Angolo è veramente esistita, era ovviamente in un angolo di una zona di Bologna chiamata la Cirenaica ed era gestita da due sorelle.
<< Mia nonna mi ci portava sempre, anche nelle giornate più calde dentro era sempre fresco. Aveva due vetrine sulla strada interna ed una sulla pricipale ed una vecchia porta a vetri che si apriva cigolando ed a scatti. Entrare in quella Bottega era emozionante: oltre il bancone la più corpolenta delle sorelle ti salutava e sorrideva e se eri piccolo di accarezzava oltre il bancone rimanendo in equilibrio su di esso. Subito all’entrata c’erano i vasi con le caramelle: quelle con la carta trasparente alla menta, quelle al rabarbaro e con quadrate con la carta colorata. E tantissimi cassettini tutti in legno dai usciva ogni magia. Anche il mio “Roselline” usciva da uno di quei cassetti … e le matite colorate … le “mollette” nere che mia nonna mi metteva sul ciuffo per non perdere l’occhio invece si materializzavano dalla penombra di una parte di negozio che nella mia fantasia era riservata a Principi valorosi che avevano ucciso tanti draghi.  Infatti se giravi lo sguardo a sinistra ti accorgevi e solo allora, che il negozio non finiva lì, si estendeva nella penombra tra bottiglie di detersivo e catinelle di plastica allineate, ma nemmeno con troppo ordine su espositori che formavano piccoli corridoi. Io me ne stavo lì vicino alla nonna che sedeva sul balzolino di legno che lasciavano sempre all’entrata per i clienti anziani altrimenti si sedeva l’altra sorella perennemente intenta a leggere il giornale. Ogni tanto entrava qualche persona sconosciuta attratta/o da un oggetto esposte nelle vetrine, una sola per le “ciabatte” elemento imprescindibile per il quartiere e le altre con un tale ammasso di cose che ci si meravigliava si potessero distinguere: shampoo balsamo matite quaderni spille per capelli materiale elettrico … lo/s sconosciuto/a valicava la porta accolta/o dal più assoluto silenzio, nel silenzio faceva il suo acquisto osservato da almeno una decina d’occhi e poi quando questo se era ‘ito e la porta ben chiusa una delle altre signore che era in Bottega agitava la mano mimando col gesto la frase che sussurrava: “Mo chi el lu lè …. l’è òn dla zirenaica? … mo brisa … e se lo straniero straniero era ben per lui altrimenti al suono di “mo l’è …” inziava la più grande sfida al cucir cappotti che la terra potesse ricordare.>>

Quando Debora ci ha raccontato su questa Bottega con tanta nostalgia abbiamo pensato di creare un luogo simile sul web: un sito dove poter scrivere di tutto: recensioni, ricette tradizionali, ricette vegan, prodotti per la casa, fai da te, cosmetici, commentare fatti … uno di quei luoghi che nella realtà non esiste più.

roselline

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