Folklore e Neo-paganesimo nella Notte di Valpurga …

Ritorna maggio con i suoi allori
I prati e la campagna ha colorito
Sbocciano in primavera come fiori
Le ragazze che sono da marito.
Riscalda l’animo e riapre i cuori
Il mondo sembra un gran prato fiorito
Darà speranza in un arcobaleno
Di pace per un mondo più sereno
Canto dei Maggerini di Massa Marittima

Dal 29 aprile al 1 maggio è Calendimaggio o Cantar di Maggio.
In Toscana in onore alla Primavera e per propiziar la fortuna nel corso di questi giorni o notti i maggianti o maggerini visitavano le case cantando strofe benauguranti in cambio di doni uova, vino, cibo, dolci o denaro. I doni sarebbero stati appesi all’Albero della Cuccagna nella piazza del paese, col denaro si faceva preparare la “ribotta, un pranzo collettivo.  […]
Siam venuti a cantar maggio
mentre a voi il maggio si canta
pien di rose e fior si ammanta
nel domestico e nel selvaggio
[1].

Il gruppo dei maggerini è composto da:
– un poeta bernescante che possiedeva cioè il talento d’improvvisar strofe in ottavina (otto versi endecasillabi, schema metrico: A B A B A B C C);
un alberaio che porta il maggio ovvero una pianta di Alloro, portatore di fortuna, abbondanza e prosperità, riccamente decorato;
– un suonatore di fisarmonica;
– un corbellaio che con il suo corbello, cesto di vimini vuoto chiede la questua per la buona fortuna e di almeno altri quattro Maggerini.
I temi delle canzoni sono legati alla terra, al lavoro nei campi, ma soprattutto alla primavera:
Ragazzine l’è arrivata/ la bramosa primavera /la mattina e poi la sera […]/ con garbo e con maniera/ voi vi potrete divertire. […]
Quando muglia la giovenca/ segno che scappata a toro/ chi fa toppe e chi chiavacci/ e chi sdiruggina il razzagnolo.
Siete stati generosi/ ben di voi sempre diremo/ e un’altr’anno noi torneremo/ […].
Noi di qui si fa partenza/ la licenza vi chiediamo/ perdonate il nostro ardire/ vi si ringrazia noi ce ne andiamo
[1].

Maggerini di Massa Marittima con il tipico cappello decorato da fiori di stoffa e nastri.

In Emilia anche la campagna reggiana ha i suoi maggerini, anche se diversa è l’Arte rispetto a Toscana, Umbria e Marche. Il maggio qui è una rappresentazione teatrale  in parte cantata in parte recitata che si svolge nel corso della Festa che coinvolge tutto il Paese. Il gruppo dei maggerini a Reggio Emilia è composta dal campione, dai maggiai, dai suonatori ed ovviamente dai maggerini. Il testo è scritto dai maggiai in italiano aulico, schema metrico: quartine di ottonari e rima incrociata (schema A B B A), ariette in quintina ed ottavine delle quali abbiamo scritto prima. Gli attori, i maggerini, recitano i maggi indossando costumi medioevali, accompagnati dai suonatori di  violino, fisarmonica e chitarra. La musica è quella dei motivi tradizionali tramandati ad orecchio a tempo di valzer, polka e mazurca. Il testo ed i movimenti di scena ai maggerini sono suggeriti dal campione il suggeritore che dirige la “compagnia”  coordinando le prove dello spettacolo, la scelta dei testi, la distribuzione dei ruoli e la spiegazione delle parti che ciascun attore deve interpretare.

Maggerini – Compagnia di Costabona

Festeggiare Maggio è una Festa molto antica che si celebra dai Tempi Antichi con nomi differenti:
BELTANE – CALENDIMAGGIO – NOTTE DI VALPURGA

Nel Celtismo Beltain (pr: Biltin o Biltounuh dal gaelico, significa i fuochi di Bel) si celebra in onore del dio Bel (Beil o Belenos) dio della Luce. Segna l’inizio dell’estate ed è un tempo per festeggiare, celebrare e gioire. E’ la festa dei falò, accesi con i rami del pino di Yule da una Coppia simbolo del Dio Verde e la dea Beil. Saltare attraverso i falò attira la buona fortuna, la prosperità e suggella la promessa d’amore di fidanzati e di sposi. Giovani vestiti di fiori passano per le case come portatori di buona fortuna e ricevono in cambio cibo e doni.  Erbe di purificazione accese al fuoco dei Falò sono portati nelle case per purificarLe. Tutta la notte fino al mattino i falò bruciano … quando si spegne gli animali sono fatti attraversare le ceneri per essere benedetti e guariti.

Beltane Fire Festival Calton Hill in Edinburgh.

Altro protagonista è il Palo di Maggio adornato con nastri rossi in onore del Dio e del sangue che sparge la donna quando cessa di essere puerpera,  e nastri bianchi in onore della Dea. Al Palo sono appesi frutti e vivande che i partecipanti giocano a staccare per propiziarsi abbondante cibo e raccolto.

May Pole Dance, Ward Academy, 1920.

Per i neo-pagani, Beltain è tempo dell’unione e del piacere è un momento di amore, di unione e di sviluppo del proprio potenziale, nella ricerca di una crescita personale. Speculare a Samhain è il tempo di abbandonare definitivamente tutto ciò che tormenta il nostro animo, quei “demòni” veduti riconosciuti combattuti nell’oscurità dell’inverno ed aprirsi alla Luce, alla Vita che Germoglia alla Gioia dell’Estate.

 

 

Per i wiccans è il secondo dei sabba minori e celebra la sacra unione del Dio e della Dea. Il loro amore porta nuova vita alla Terra. La fertilità esplode dal guscio che una volta la conteneva ed il verde della terra sta velocemente ritornando ai nostri occhi.

Altare di Beltain in un rituale wicca

Per la stregheria la Notte di Valpurga è una notte di sabba.
Le antenate delle antente delle streghe (l’essere strega non è frutto di una conversione o di una iniziazione ma si è streghe per lignaggio o per trasmissione) hanno perpetuato nel tempo le tradizioni della religione romana riguardo alla notte di veglia del 30 aprile in onore della dea Flora, dea della Fertilità e della Primavera, dopo l’avvento e nonostante la diffusione della religione cristiana. In epoca Medioevale la diffusione della Nuova Medicina, appannaggio solo maschile, e la brama di ricchezza dei vertici ecclesiastici, a coloro che erano accusati di stregoneria il Tribunale dell’Inquisizione sequestrava tutte le proprietà che andavano a far parte del patrimonio della Chiesa,  fomentò quel clima d’intolleranza e persecuzione che portò al divieto per le streghe di celebrare i sabba. Per cacciare le presenze demoniache che in questa notte potevano essere invocate, i cristiani iniziarono ad invocare la protezione di santa Valpurga (710 c.a.–779), badessa del monastero benedettino femminile di Heidenheim, figlia di San Riccardo d’Inghilterra (VIIsc–722) nobile del Wessex, e sorella di San Willibald vescovo di Eichstätt (700- 787/788) e di San Wunibald (701-761) abate e fondatore del monastero doppio benedettino di Heidenheim in Baviera, dove si era trasferito con la sorella per evangelizzare la Germania.  Un secolo dopo i resti della Badessa furono traslati ad Eichstätt, dove giunsero all’alba del 1°maggio 871. Lì dalle pietre della Tomba della Santa iniziò a sgorgare un olio rivelatosi poi un olio di guarigione e di protezione dalle streghe, dalle stregonerie e dal Maligno. Il 1° maggio 893 la benedettina Valpurga fu canonizzata. Tutte queste coincidenze fecero di Valpurga la Santa “protettrice dalle streghe” e la notte di Calendimaggio, una notte di festa e canti, divenne la Notte di Valpurga, una notte di follia e paura, nel corso della quale cacciatori di streghe percorrevano le vie dei paesi e delle campagne gridando esorcismi e facendo molto rumore per “cacciare i demoni ed il maligno”. Paradossalmente grida e rumori mettevano in allarme le streghe riunite nel sabba che riuscivano a fuggire e mettersi al sicuro. Così pur non volendo, o forse volendolo, la Santa divenne anche una “protettrice delle streghe“.
Le streghe contemporanee continuano in questa notte a festeggiare la primavera, a divinare ed a preparare erbe, amuleti e talismani. Questa è l’unica notte nella quale è possibile tagliare i rami di Biancospino, albero della speranza del piacere e della protezione, e portarli a casa senza incorrere nella maledizione delle Fate o Spiriti che vi dimorano. Con i rami di Ontano, albero simbolo di resurrezione, sono creati i talismani di protezione. Dai rami dello splendido e tossico Maggiociondolo o Laburnum anagyroides si ricava il tipico bastone delle streghe, compagno delle escursioni nei boschi; dalle gemme e dalle foglie seguendo antiche ricette ottengono medicamenti per curare malattie nervose, isteria, asma, malattie del fegato, un antidoto contro gli avvelenamenti da arsenico,  e bevande psicoattive utilizzate per compiere il “volo della strega“.

Post di Debora Menozzi.

Fonti:
G.Sassi, Comunicare la tradizione: la figura di Orlando e dei paladini carolingi nei Maggi drammatici dell’Appennino Tosco-Emiliano, Tesi di Laurea A.A. 2004/2005.
S. Ravenwolf, Il Calderone Magico, Cesena, MacroEdizioni, 2003.
P.Currott, L’Arte della Magia, Venezia, Sonzogno Edizioni, 2004.
Starhawk, La Danza a Spirale, Cesena, MacroEdizioni, 2002.
Ann Moura, Stregoneria Verde, Bologna, Elfi Edizioni, 2002.
S.Cunningham, Wicca, Milano, Armenia Edizioni, 2001.
S. Pacini, Maremma Libertaria n 12, in stefanopacini.org
I maggerini in massimamarittima.info

[1] Testo de Il Maggio di Civitella Marittima, 1700 ca.
—–
La descrizione degli ingredienti per ottenere olii, acque aromatizzate, unguenti, preparati medicamentosi od erboristici contenuta nel post è data a solo scopo informativo. Se ne scoraggia preparazione ed assunzione. L’Autrice del Post, la Curatrice e la Proprietaria del Sito non si assumono nessuna responsabilità circa comportamenti irresponsabili o qualsiasi possibile conseguenza dell’uso proprio od improprio delle erbe e preparati descritti. Insomma: non fatelo a casa.

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